FASHION RE:INTERPRETATION

  • 1. Rick Owens, La Triennale di Milano, Subhuman, inhuman, superhuman, Reinterpretation 1
  • 2. Rick Owens, La Triennale di Milano, Subhuman, inhuman, superhuman, Reinterpretation 2
  • 3. Drycollective, portrait, Reinterpretation 8
  • 4. Drycollective, portrait, Chin men, Vicki Sarge, Reinterpretation 9
  • 5. 1Drycollective, portrait, Reinterpretation 4
  • 6. Drycollective, portrait, Renterpretation 5
  • 7. Drycollective, potrait, Sciamat, Dior home, Walter Van Beirendock, Ermenegildo Zegna, Paul Smith, Anteprima, Melissa, Paolin, Salvatore Vignola, Lucio Vanotti, Gucci, Reinterpretation 6
  • 8. Drycollective,Antonio Maras,Red Valentino,Golden Goose,Marni,Ludo Jewellery,Calvin Klein Jeans,Lacoste,Colmar,Issey Miyake,Pierre Louis Mascia,Zadig et Voltaire,Rose a pois,Reinterpretation
  • 9. Re-interpretation 17-11
  • 10. Saintlaurent, portrait, Reinterpretation 11
  • 11. Drycollective, portrait, Gucci, Renterpretation 18
  • 12. Drycollective, portrait, Reinterpretation 7
  • 13. Garage.vice, Missoni, MSGM, Reinterpretation 8
  • 14. Proenzaschouler, portrait, reinterpretation 10
  • 15. Jalouse, portrait, loewe, Marc Jacobs,Reinterpretation 12
  • 16. Jalouse, portrait, Reinterpretation 13
  • 17. Garcons stylist's own, reinterpretation 7

Fashion Re:interpretation

L’interesse di Nuuco per la fotografia di moda lo porta a utilizzare come tela contenuto pubblicitario già esistente. L’artista lo ricicla manipolandolo, gli dà un nuovo significato e produce una nuova opera d’arte. La decisione dell’artista di ricorrere a immagini esistenti invece di produrle lo spiega cosi: “la fotografia di moda ha un’alta qualita, lo sviluppo della tecnologia e di internet ha amplificato la riproduzione delle copie con una crescita esponenziale, tanto on-line quanto off-line; se ampliamo la riflessione, ciò è in piena sintonia con le caratteristiche della nostra società, con l’accumulazione di oggetti e in questo caso con “archivi informatici”. Dall’altro lato, la fotografia di moda è molto popolare, ha una grande influenza sui gusti e il concetto di bellezza a livello mondiale, proprio come la globalizzazione. Con il suo intervento artistico, Nuuco priva la sua opera di questi valori (accumulazione e globalizzazione) e converte la fotografia in un’opera d’arte unica, che per sua natura non può copiarsi o riprodursi. Nel suo lavoro impiega alcuni materiali che reperisce (sabbia, plastica e oggetti vari) e varie tecniche (spray, marcatori, olio…) in base al nuovo significato che vuol dare all’opera: “Ogni giorno posso usare un materiale differente, in funzione del mio stato d’animo o di un’idea concreta”. Questo lavoro ha una chiara ispirazione all’arte readmade di Duchamp – all’usare o riciclare materiale già esistente – e all’arte povera. E per l’artista è la sua maniera di rivendicare il ritorno alla creazione di un’opera d’arte unica.